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Risposta alla lettera comparsa su “Specchio dei Tempi”del 24 giugno 2021

Gentile lettrice,

Lei inizia la Sua lettera affermando che “C’era una volta l’Agraria di Carmagnola” e la chiude ponendosi una domanda: “Che ne sarà dell’Agraria di Carmagnola? Rinascerà?” e parla a nome dei genitori e degli studenti.
A questa Sua lettera mi permetto di rispondere esplicitando e chiarendo, almeno lo spero, le scelte, le azioni, le soluzioni messe in atto durante quest’ultimo anno scolastico particolarmente complesso e delicato.
Ripercorrerei velocemente e nel modo più sintetico possibile il contesto in cui si è operato, non per giustificarmi riguardo a scelte che Lei non ha condiviso – visto il tono della lettera – (le rifarei tutte), ma per provare a farLe comprendere come una soluzione lineare in clima di pandemia con un’evoluzione quotidiana delle complessità, non poteva che condurre ad una forte flessibilità organizzativa.
Premetto che quanto operato è sempre stato frutto di confronto e riflessione con la Rappresentanza Sindacale, il Collegio dei Docenti e con il Consiglio d’Istituto (due rappresentanti dei genitori su quattro sono dell’Istituto Agrario), ciascuno per le proprie competenze ed è valso per TUTTI i 9 indirizzi del Baldessano – Roccati in quanto unica scuola con specifiche differenti.
Si è deciso di far venire sempre in presenza gli allievi con bisogni educativi speciali ai quali si potevano aggiungere, su richiesta delle famiglie, anche quelli con problemi di collegamento internet.
La scelta del Consiglio d’Istituto su proposta del Collegio dei Docenti di alternare la didattica sui giorni e non sulle settimane è stata operata per non appesantire con verifiche scritte ed interrogazioni gli allievi quando in presenza; la didattica laboratoriale sia della sezione agraria che degli altri indirizzi, sia professionali che tecnici, si è potuta così distribuire in presenza sui 15 giorni, dando un’opportunità diffusa nel tempo agli studenti per un apprendimento maggiormente disteso.
Il clima di pandemia, le classi in continuo isolamento, i trasporti che potevano garantire un servizio
articolato solo nell’orario di uscita, la necessità della continua sanificazione delle attrezzature di
laboratorio utilizzati dagli studenti, non hanno comunque fermato la didattica, specialmente all’istituto agrario che, contrariamente a quanto affermato da Lei nella Sua lettera, ha visto docenti, studenti, tecnici, mettere a dimora 200 alberi da frutto, le zampe degli asparagi di Santena (progetto con il Consorzio dell’Asparago di Santena), predisporre 1500 piantine del Porro Lungo dolce di Carmagnola (ora messe a dimora nei terreni approfittando del “Piano Scuola Estate”), l’isola delle erbe aromatiche, la sistemazione della vigna e non mi dilungo ulteriormente. E’ evidente che i ragazzi sono sempre venuti, hanno lavorato e il personale docente non si risparmiato.
In conclusione, può stare tranquilla: il Baldessano-Roccati rimane aperto anche in estate e non si risparmia.

Il dirigente Scolastico
Prof.ssa Maria Enrica Cavallari

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